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Giuseppe Di Giacinto

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Tutto le cose piu' belle che la Sicilia potrebbe dare, sono dentro me.
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March 24

UNA PIANTA SCOMODA TRA IL BENE E IL MALE

TRATTO DA "Musica" di Repubblica (02/12/2004)

CANNABIS SATIVA: UNA PIANTA SCOMODA TRA IL BENE E IL MALE

“Ehi! Io mi sento tradito se ti spari le pere e poi non esisti più”
Non scrivo questa lettera per sostenere che la cannabis faccia bene o che debba essere assunta, ma per raccontare la sua storia:
è una pianta di antica tradizione contadina coltivata in Italia e nel resto di Europa per produrre corde, sacchi,reti vestiti etc..esattamente come era già conosciuta e coltivata in Cina dal 10.000 a.C.
Dal III sec.d.C. l’Impero Romano nelle sue guerre infinite di espansione riusciva a infondere energia e buonumore ai suoi soldati sfiniti tramite la cannabis,che aveva quindi anche una utilizzazione strategica come ci racconta lo scrittore John Hanson.
 1484 Papa Innocenzo VIII dichiara “diabolico e satanico” l’uso della cannabis difatti nei processi della Santa Inquisizione le cosiddette “streghe” venivano mandate al rogo anche con l’accusa di aver fatto uso di questa pianta.
 1455 Gutemberg stampa il primo libro della storia su carta di cannabis.
 1492 Colombo porta a bordo con sé molti tipi di semi di piante europee tra cui la cannabis di cui fece omaggio alle popolazioni indigene come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici sull’isola di Santo Domingo.
La Costituzione Americana viene scritta su carta di cannabis e così pure la Dichiarazione d’Indipendenza.
Napoleone la ritrova in Nord Africa sotto forma di hashish, rischia di essere ucciso in un attentato in Egitto ma si salva e ne proibisce l’uso (la parola assassino deriva infatti dal nome di una setta di criminali che prima di compiere i loro delitti fumava hashish).
Le navi inglesi del XVIII e XVIIX sec. in piena espansione coloniale usavano sartiami e vele in fibra di cannabis importata per l’80% da Italia e Russia.
Bisogna arrivare a Rabelais, Baudelaire, De la Croix,e A. Dumas per vedere riconosciuti e dichiarati gli effetti anche “culturalmente creativi” dall’uso della cannabis.
Alla fine del XX secolo in USA con l’avvento dell’industria chimica e con l’estrazione del petrolio si produce un tessuto sintetico detto nylon ma questa fibra non poteva competere con quella della cannabis per qualità, solidità, morbidezza e tempi di produzione, quindi la chimica decise di bloccare la produzione della pianta.
Dopo la seconda guerra è l’India indipendente che invade il mondo con la sua produzione di milioni di tonnellate di fibra di sativa.Alla fine degli anni 60 l’industria chimica ha ancora il sopravvento sulla produzione della cannabis per usi civili e industriali, lasciandole così solamente l’ uso di costume legato al mondo della controcultura e della musica che la considera un simbolo di emancipazione e rottura con le generazioni precedenti .
C’è un uso medico nuovo importante di questa pianta riconosciuto anche da medici della scuola più tradizionale e quindi legati ai metodi di cura più chimici, infatti la marijuana ha un principio attivo (TETRA HYDRO CANNABINOLO -THC) che, nelle giuste dosi, agisce sulle zone del cervello che controllano le sensazioni del benessere, come un vero e proprio lenitivo del dolore fisico. Oggi in casi di cancro, AIDS, sclerosi a placche, leucemia , e glaucoma dell’occhio per pazienti bombardati da terapie devastanti si può usare la marijuana, in dosi mediche, ridonando a loro anche quello stimolo impensabile che è l’appetito.
Io questa ricerchina del cazzo l’ho voluta fare non per uno spot “subdolo e subliminale a favore dello spinello libero” ma per un invito ad avere una coscienza più approfondita di quello che assumiamo nel nostro corpo e questo è possibile solo attraverso una campagna di informazione seria per spiegare come agire con buonsenso, dato che oggi molte droghe micidiali e sintetiche sono alla portata di tutti e nei luoghi più frequentati.
Chi intende moralizzare una Società può farlo in maniera credibile solo cercando di capire a fondo quella realtà, offrendo progetti costruttivi ed alternative solide, non con la semplice condanna,con la repressione e peggio ancora con la censura.
Il proibizionismo ha sempre creato nuovi mostri e noi possiamo solo contare i nostri morti.

Piero Pelù

 
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